Cambiamenti nel settore auto storiche: revisione biennale e 25 anni per poter accedere ai vantaggi fiscali

28 ottobre 2009
12:46

Cambiamenti nel settore auto storiche: revisione biennale e 25 anni per poter accedere ai vantaggi fiscali

Proposta di revisione biennale e non più 20 anni ma 25 per essere iscritti ai registri di storicità.

L’importante manifestazione “auto e moto d’epoca” appena terminata a Padova, non è stata solo occasione di ammirare auto spettacolari o comprare parti di ricambio ma anche sede di importanti dibattiti. Il senatore Luigi Berselli (grande appassionato di auto storiche) e il Presidente ASI Roberto Loi hanno annunciato le variazioni legislative in vigore tra pochi giorni.

Il decreto ministeriale varato varierà l’attuale normativa sulla revisione degli automezzi: si passerà dall’attuale verifica annuale a quella biennale, come tutti i veicoli con più di 4 anni di vita. I veicoli costruiti dopo il 15 luglio 1976 dovranno rispettare le norme e le misure rispetto a pneumatici, cinture di sicurezza e sistema di illuminazione. Per quanto riguarda veicoli costruiti prima del 1° gennaio 1960 la revisione dovrà essere effettuata presso i centri provinciali della motorizzazione in quanto i centri di revisione sul territorio usati abitualmente non hanno tutti i dati necessari per vetture oltre i 50 anni.


Il senatore Berselli non ha solo illustrato la variazione sulla revisione.  Il senatore bolognese ha presentato un progetto di legge di cui è firmatario ricco di interessanti novità per tutto il mondo del collezionismo auto e motociclistico.  La proposta prevede di non fare più apparire le auto storiche come indice di capacità contributiva e di innalzare l’età minima di storicità da 20 a 25. Per i veicoli più giovani sarà creato un apposito registro dove le auto potranno essere radiate per poi essere reimmatricolate con la stessa targa ma seguite dalla lettera H: questo permetterà di avere dei vantaggi dal punto di vista del bollo e dell’assicurazione. Le certificazioni saranno demandate, come accade attualmente, ai registri storici Alfa Romeo, fiat, lancia, ASI, FMI e alle associazioni interessate rispettando alcuni parametri e dovranno essere riconosciute dalla FIA o dalla FIVA.

Simonluca Pini


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